Intorno alle 23.00, dopo un lungo giro per la città, la processione di Criso Morto, accompagnato dalla mamma celeste, la Madonna Addolorata, ha fatto ritorno lì da dove era partita, dalla chiesa di Sant'Anna al corso Garibaldi dopo essersi avviata, per una parte, dal Duomo al termine della celebrazione eucaristica.
Stasera abbiamo camminato con il Signore e Lui con noi, ha detto l'arcivescovo Felice Accrocca nel congedarsi dai fedeli che hanno seguito la processione lungo corso Garibaldi, via dei Rettori, via del Pomerio, via Goduti e poi ancora corso Garibaldi fino alla chiesa di Sant'Anna.
Il Principe della pace muore per noi e ci lascia la sua parola, ha proseguito il vescovo.
Se l'ascoltassimo ciascuno di noi sarebbe un operatore di pace che è il dono della sua Pasqua e che deve nascere da dentro di noi.
Beati i costruttori di pace tra le nazioni ma anche beati coloro che così operano quotidianamente nella vita.
Noi siamo capaci di distruggere i rapporti nelle famiglie anche per stupidaggini, ha concluso l'arcivescovo.
Ed allora trasformiamo ciascuno di noi in vessilli di un mondo che si costruisca a partire dai più deboli, da quelli che continuano a morire sotto le bombe ma anche perché non hanno da mangiare.
La verità è che il nostro mondo è fondato sullo squilibrio.
Ed allora il Signore ci aiuti a fare della vita un dono per gli altri.
Per finire l'arcivescovo ha chiesto a tutti di fare un fioretto.
In queste ore che ci separano dalla Pasqua fate una telefonata, mandate un messaggio alla persona con cui non vi parlate più da tempo e forse non ricordate più nemmeno il perché di questi dissapori.
Sarebbe questo un vero frutto prodotto dalla Santa Pasqua.
A questo punto, sia la bara con Gesù Morto che la Madonna Addolorata sono state portate all'interno della chiesa da una ventina di portatori che si sono divisi la fatica lungo tutto il percorso.
Solo un anno, prima della pandemia, la bara con il Cristo Morto fu fissata su un carrello con le ruote.
Ma poi si è ritornati alla tradizione che è fatta di fatica e di sacrificio.
Dobbiamo onestamente dire che la partecipazione dei fedeli (al di là delle associazioni e delle confraternite e degli ordini religiosi che precedono Gesù Morto e la Madonna) è stata abbastanza esigua.
Questa è una processione che ha visto anche la presenza di diecimila persone. Non così stasera.
Forse è stato il freddo ma soprattutto l'orario fissato per la sua uscita dal Duomo, alle 20.45, che ha scoraggiato tantissime persone dal partecipare e chi lo ha fatto ha detto che giunto all'altezza di Santa Sofia sarebbe poi tornato indietro.
Ed infatti, quando alle 23.00 la processione è giunta dinanzi alla chiesa di Sant'Anna, i "reduci" non erano più in tanti.
Lo stesso sindaco Mastella, ancora con i postumi di una influenza, ha dovuto lasciare la fascia tricolore al suo vice Francesco De Pierro.
Ecco, forse bisognerebbe tornare alla antica tradizione che voleva l'uscita della processione alle 19.00 e la sua fine intorno alle 21.00.
E' probabile che ciò possa agevolare la partecipazione che quest'anno, come detto, non è stata equiparabile, per numero dei partecipanti, a quelli degli anni passati.
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