Nel solco dei ricordi per gli ottant'anni dello scoutismo a Benevento, interviene Pasquale Orlando (foto).
"Caro direttore - scrive - innanzitutto complimenti per il rinnovamento del sito.
Sono passati da poco i giorni della celebrazione degli ottanta anni di scoutismo nel Sannio.
L'occasione mi fa tornare ad un altro anniversario collegato alla vita e alla esperienza della meritoria associazione.
Proprio nel maggio 1976 il Friuli Venezia Giulia venne colpito da uno dei terremoti più devastanti della storia italiana contemporanea.
Alle 21.00.12, una scossa di magnitudo 6.5 cambiò per sempre il volto della regione.
Case distrutte, paesi feriti, intere comunità sconvolte.
Pochi sanno che la moderna Protezione Civile italiana è nata proprio tra queste macerie (in calce scriveremo qualcosa al riguardo ndd).
Prima del 1976, non esisteva una struttura nazionale così organizzata per le emergenze.
Grazie alla visione di Giuseppe Zamberletti, nominato commissario straordinario, si attuò il "Modello Friuli". Questo sistema privilegiò la ricostruzione dei centri abitati dov'erano e com'erano.
Gli scout accorsero da tutte le regioni italiane e si organizzarono autonomamente con campi autosufficienti per non pesare sulla nascente protezione civile e coordinarsi con i municipi e le forze militari intervenute.
Da Benevento cinquanta anni fa partimmo in molti dopo un lavoro di raccolta fondi che interessò tutta la provincia con iniziative in tanti comuni. In emergenza ci recammo proprio a Gemona centro sensibile dell'area colpita.
Appena arrivammo gli scout friuliani ci diedero un adesivo creato per ringraziare i tanti volontari venuti ad aiutare: "I scout friulan ringrasian de cur duc i fradi scout c'han da na man a tirar su l'Friul".
Avevo sedici anni e per tanti anni ho tenuto quell'adesivo incollato su una chitarra poi distrutta in un campeggio estivo a Bocca della Selva in un confronto fraterno.
Nella sola estate del 1976, con uno spirito di solidarietà e di servizio a chi in quel momento si trovava in grave difficoltà, ben 7.500 scout raggiunsero le terre terremotate per offrire il proprio aiuto e sostegno.
Con l’anno successivo vennero superate le 9.000 presenze, coordinate dalla Sede Regionale Agesci del Friuli Venezia Giulia.
Furono preziose le loro mani, come quelle di tutti i volontari, nel il recupero dei beni e nella costruzione di alloggi temporanei, ma anche nella ricomposizione del circuito sociale attraverso attività di animazione rivolte prevalentemente a bambini e ragazzi nelle tendopoli e nei villaggi temporanei.
Aiuto concreto ma anche una esperienza formativa di impegno e scelte che ha forgiato le nostre vite. Anche gli scout di Benevento tornarono dopo un anno di lavoro e la felice riuscita di un progetto: "Un asilo per Gemona" che fu realizzato con le nostre risorse e il nostro lavoro".
ap - Desidero innanzitutto ringraziare Pasquale Orlando per la bella immagine che ci ha dato dello scoutismo che era ed è sopratutto servizio, oltre che ordine, disciplina ed amore per il prossimo.
Ricordavo che anche all'alluvione di Firenze del 1966 ci furono un paio di scout, di rover, del Benevento 1, che partirono per portare aiuto a quella popolazione e a quel patrimonio culturale di valore inestimabile che rischiava di andare perduto per sempre.
Lo chiesero anche a me ma ero troppo piccolo, solo 11 anni, e mia madre disse di no.
Ho interrogato tanti amici dell'epoca, ma non sono riuscito a trovare chi tra noi scout fosse andato.
Riguardo la Protezione Civile si è sempre detto che essa, con ogni probabilità, sia nata proprio a Benevento.
Il primo Nucleo fu partecipato da un gruppetto di noi scout, giovanotti dell'epoca.
Aveva voluto questo primo nucleo il comandante dei Vigili del Fuoco, Barone, la cui opera fu poi proseguita dal comandante Mariani.
Solo nel 1980, con il terremoto dell'Irpinia, arrivò il commissario Zamberletti con la sua famosa Ordinanza 80 e lì ufficialmente cominciò i suoi primi, timidissimi passi la Protezione Civile, mamma o nonna di quella che oggi tutti ci invidiano.
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