Nicola Sguera vince l'edizione 2026 del Premio Milo con il racconto "Onore al cane che guida l'uomo che guida il cane"

A Napoli, invece, il 9 maggio l'autore si è classificato terzo nella VI edizione del Premio nazionale del concorso letterario "Mille parole per una foto" con il libro "La finestra di Calle Lope de Rueda"

Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, sotto i soffitti solenni e gli sguardi immobili dei busti marmorei, il Premio "Milo" 2026 (nella prima due foto in basso e in quella di apertura) è andato a una storia che sceglie di guardare il mondo da un'altra altezza: quella del muso di un cane cieco e del silenzio di un uomo nello spettro dell’autismo.
La seconda edizione del Premio è stata promossa dall'Enpa insieme alla scrittrice Costanza Rizzacasa d'Orsogna, dal Corriere Animali del "Corriere della Sera", dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, dall'editore Guanda e dall'Istituto Italiano di Cultura di Bangkok.
A vincere l'edizione 2026 è stato Nicola Sguera con "Onore al cane che guida l'uomo che guida il cane", racconto pubblicato sul Corriere.it (https://www.corriere.it/animali/cani/26_maggio_08/onore-al-cane-che-guida-l-uomo-che-guida-il-cane-a6d10179-e3f6-42ae-9bff-11cf53ceexlk_amp.shtml) e costruito intorno all’incontro tra Argo, cane cieco, e Luca, uomo affetto da autismo ad alta funzionalità.
"Argo - si legge nella nota inviata alla Stampa - vive il mondo attraverso gli odori, i suoni, le vibrazioni minime delle cose.
Luca costruisce per lui mappe invisibili: campanelli legati alla caviglia, essenze per distinguere le stanze, tappeti che segnano gli spazi domestici.
Tra i due nasce una relazione che supera la logica dell’assistenza e diventa forma di reciproco orientamento.
Il cane guida l'uomo mentre l'uomo guida il cane.
La forza del racconto sta nel rovesciamento dello sguardo.
Non c'è compassione esibita, non c’è retorica della fragilità.
C'è invece una quotidianità fatta di attenzione, adattamento, ascolto.
Luca comprende il cane perché anche lui sperimenta una distanza dal modo “normale” di stare al mondo; Argo riconosce nell’umano un compagno che non pretende spiegazioni, ma presenza.
Il cuore simbolico del testo emerge nel riconoscimento finale dei cani del quartiere: "Onore al cane che guida l'uomo che guida il cane".
Durante la cerimonia sono intervenute alcune delle figure più importanti del progetto culturale legato al Premio “Milo”.
Costanza Rizzacasa d'Orsogna, ideatrice del premio e "mamma" di Milo (protagonista della rubrica "Io e Milo" su Corriere Animali e della trilogia best-seller per Guanda, tradotta in diversi Paesi dall'Europa all'Asia), ha sottolineato la crescita dell'iniziativa, ormai divenuta a tutti gli effetti un premio letterario capace di raccogliere racconti di grande profondità umana.
L’assessore Sabrina Alfonsi, in rappresentanza di Roma Capitale, ha richiamato il valore dell'inclusione e della cura come chiavi per ripensare la città e il rapporto tra esseri umani, animali e ambiente, dentro un ecosistema condiviso.
Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa, ha ricordato la figura di Milo come simbolo di speranza e di empatia capace di generare attenzione verso creature umane e animali.
Alessandro Sala, curatore del Corriere Animali, ha invece evidenziato il valore culturale dell'iniziativa e il legame storico del "Corriere della Sera" con il racconto del mondo animale, richiamando persino la tradizione narrativa di Dino Buzzati.
Nel suo intervento, Nicola Sguera ha spiegato che il racconto nasce dal proprio rapporto concreto con gli animali e dall’esperienza maturata con i cani affidatigli dall’Enpa di Benevento.
Ha parlato del XXI secolo come possibile "civiltà dell'empatia" (Rifkin), indicando nella letteratura uno strumento capace di modificare l'immaginario collettivo e di spingere lo sguardo oltre la prospettiva esclusivamente antropocentrica.
Apprezzata la lettura integrale da parte dell’autore del racconto (integralmente ascoltabile in rete: https://www.youtube.com/watch?v=5UVeddQW_5I).
Il Premio "Milo", nato nel 2024 in memoria del gatto Milo, affetto da ipoplasia cerebellare e divenuto simbolo internazionale d'inclusione, si conferma così uno spazio culturale sempre più riconoscibile, dove letteratura, sensibilità animale e riflessione civile si incontrano.
A Napoli, invece, il 9 maggio l'autore si è classificato terzo nella VI edizione del Premio nazionale del concorso letterario “Mille parole per una foto” (nella terza e quarta foto in basso), promosso da Ancos Napoli e Confartigianato Napoli.
La premiazione si è svolta all'interno del complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore.
Il racconto premiato, "La finestra di Calle Lope de Rueda", ispirato, come previsto dal bando, a una fotografia, è ambientato nella Siviglia del 1823, mentre la restaurazione monarchica soffoca il sogno liberale nato con la Costituzione.
María de los Ángeles osserva dalla finestra l'addio di Gabriel, giovane rivoluzionario costretto alla fuga e votato a una morte certa.
In un vicolo sospeso tra memoria e paura, l'amore dei due si intreccia alla fine di un'intera stagione di speranze politiche.
Domenica 17 maggio, Sguera sarà ad Altamura, finalista della undicesima edizione del Premio "Demos" con il racconto inedito "I giorni in verticale".
Sul blog procede la pubblicazione a puntate del romanzo breve "Quel che resta di noi" (https://nicolasguera.blogspot.com/).

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