Fioravante Bosco (foto) interviene nel dibattito politico che ha fatto seguito all'arresto del dirigente comunale Gennaro Santamaria.
"La nota di "Noi di Centro" che, per giustificare l'arresto in flagranza di reato di Santamaria per presunta concussione, chiama in causa la vicenda di don Nicola De Blasio, ex direttore della Caritas diocesana e noto parroco della chiesa "San Modesto" al rione Libertà - scrive - appare veramente fuori luogo.
Difatti, l'arresto di don Nicola avvenne nel novembre 2021 per detenzione e scambio di materiale pedopornografico, culminato peraltro con una condanna definitiva.
Quanto alla nomina del responsabile della Caritas diocesana, essa avviene con provvedimento del vescovo, che non vi provvede in veste di pubblico ufficiale.
Discorso diverso è, invece, la nomina di Gennaro Santamaria, che è stata effettuata dal sindaco Clemente Mastella, il quale agiva nella qualità di pubblico ufficiale, previa costituzione di un Settore ad hoc dell'organigramma comunale con delibera di Giunta numero 90 del 3 maggio 2019.
In merito a ciò vanno fatte due precisazioni.
L'incarico ex-articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) non può riguardare settori specifici, che sono ad appannaggio dei dirigenti di ruolo.
L'incarico non può mai superare nel suo complesso i cinque anni, giusto articolo 19, comma 6, del Testo Unicosul Pubblico Impiego (Tupi), anche se l'incarico riguarda due consiliature diverse.
Infine, va detto che gli incarichi possono essere conferiti, fornendone esplicita motivazione, la quale è funzionale alla verifica della particolare e comprovata qualificazione professionale, richiesta ai funzionari da sottoporre a selezione, e della insussistenza di professionalità equivalenti all’interno dell’ente, anche ai fini del controllo della Corte dei Conti sugli atti di conferimento dei predetti incarichi.
Evito di entrare nel merito della prescritta professionalità che avrebbe dovuto dimostrare di possedere Gennaro Santamaria, la quale, dal curriculum vitae pubblicato sul sito del Comune di Benevento, non si rinviene affatto!
Chiudo sostenendo che la concussione (articolo 317 Codice Penale), il reato attualmente contestato dalla Procura della Repubblica a Santamaria, è un reato proprio dei pubblici ufficiali commesso nei confronti della pubblica amministrazione, ed è punita in Italia con la reclusione da 6 a 12 anni.
Il reato è commesso da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che "costringe" a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità, e prevede inoltre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Non mi pare, quindi, alla luce delle suesposte considerazioni, che le due condotte possano essere poste allegramente a confronto, trattandosi la prima di un grave reato commesso singolarmente da soggetto privato, mentre la seconda è senza dubbio il più grave reato commesso da un pubblico ufficiale nominato nel caso da altro soggetto pubblico che riveste anch'egli la medesima qualità.
Non a caso la concussione viene descritta come un abuso di potere particolarmente riprovevole, spesso definito come "estorsione qualificata" dalla natura del soggetto agente".
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