Il Partito Democratico intende riportare al centro del capoluogo il suo simbolo non solo con l'attività amministrativa svolta dai suoi consiglieri comunali a Palazzo Mosti, ma anche attraverso manifestazioni pubbliche che diano spazio al dibattito ed al confronto.
Ovviamente, parlando del Partito Democratico parliamo anche della tradizione derivante dal Partito Comunista Italiana, il Pci, che inventò e portò avanti per decenni fino a giungere ai nostro giorni, la Festa de l'Unità, che trasse il nome da quello del giornale di partito.
Per il Partito Democratico sannita è questa la V edizione della Festa de l'Unità dopo le due svoltesi a Telese Terme, una a Sant'Agata dei Goti ed un'altra in forma itinerante, ecco l'approdo al capoluogo e nella centralissima piazza Roma. E' la prima volta che ciò accade, parliamo sempre del Pd, ha detto Cacciano.
L'interesse, ha ribadito il segretario provinciale della Federazione, è riportare il nostro simbolo al centro della città.
Siamo il primo partito dell'opposizione ed è evidente che dall'aggregazione derivi anche la possibilità di creare un'alternativa alle destre atteso che abbiamo un Governo che è il peggiore d'Europa.
Nonostante le tante difficoltà non viene meno il ruolo centrale del nostro partito, l'unico che può organizzare un'alternativa a questo Esecutivo.
Passando alla descrizione del programma della Festa, che si snoderà lungo l'arco temporale di tre giorni a partire da venerdì prossimo, 13 ottobre e fino a domenica 15, Cacciano ha tenuto a precisare che purtroppo la scelta dei temi in uno spazio temporale ristretto tiene inevitabilmente fuori qualcosa.
I due giorni pensati originariamente non erano bastevoli e così si è passati a tre e comunque è rimasto tanto fuori ed anche il tema dell'immigrazione di cui però contiamo di parlarne con molta attenzione prima di Natale.
Il presidente del partito, Rosa Razzano, a cui Cacciano ha attriobuito l'idea della Festa, ha sottolineato come l'obiettivo sia quello di riportare il Pd tra la gente e lo si fa con il collaudato simbolo della Festa dell'Unità, che peraltro sono più distese quando si celebrano lontano da elezioni.
Razzano ha precisato anche che il ristorante che dispenserà i pasti ed i prodotti tipici locali, non è affidato a privati ma a volontari del partito e l'incasso servirà a finanziare le attività del Pd.
Saremo comunque anche puntuali a smettere la diffusione di suoni.
A mezzanotte tutto sarà finito nel rispetto delle regole.
Infine, a chiudere la presentazione è stato Stefano Orlacchio, commissario dei Giovani Democratici che si è dichiarato soddisfatto del lavoro che i Giovani Democratici stanno portando avanti, segno che godono di buona salute.
L'occasione della Festa è loro particolarmente gradita anche perché gli consentirà di avvicinare altri ragazzi.
Nello spazio dedicato ai giornalisti, abbiamo chiesto proprio ad Orlacchio se c'è la loro vicinanza alla protesta che i giovani delle organizzazioni studentesche, Cusas in testa, stanno portando avanti nel denunciare una serie di gravi problematiche che attanagliano Unisannio visto che non abbiamo notato una loro presenza riconoscibile alla manifestazione di piazza Guerrazzi.
Orlacchio ci ha risposto che quel giorno non era in città, era a Lampedusa, ma che comunque il movimento dei giovani democratici è vicino alla prostesta avviata dagli allievi dell'Università del Sannio e non mancheranno altre occasioni per dimostrarlo anche praticamente.
A Cacciano invece abbiamo dato atto di un certo "coraggio" nell'invitare De Luca dopo gli improperi lanciati nei giorni scorsi contro il Pd, cosa questa che non è difficile possa accadere anche a Benevento, ammesso che confemi la sua partecipazione e che non la disdiga all'ultimo momento per "altri ed improrogabili impegni istituzionali".
Il Pd non ha mai dichiarato guerra a De Luca, ha detto Cacciano, ma in passato ha semplicemente marcato la propria autonomia (gli scontri comunque, negli anni passati, furono veramente di una consistente violenza verbale tra il Pd sannita, quello regionale ed il presidente della Regione ndr).
E tuttavia, ha proseguito Cacciano, siamo sempre stati interpreti della stessa linea politica e siamo stati sempre il primo contributore di De Luca anche nel 2020.
Peraltro aggiungo che Gino Abbate è stato eletto solo perché De Luca ha avuto un successo incredibile alle ultime elezioni ottenendo 32 consiglieri.
Se ne avesse ottenuti 30 sarebbe entrato Mimmo Matera e non Abbate.
Il collega Antonio Esposito ha incalzato Cacciano sulle carenze del programma sia sugli argomenti di interesse del territorio da trattare, tra cui l'utilizzo dell'acqua della diga di Campolattari, sia sulla presenza di ospiti tra cui non figura il sindaco della città, Clemente Mastella, ma neanche il nome di Umberto Del Basso De Caro è presente negli eventi in programma.
Cacciano ha risposto dicendo che la Festa tratta essenzialmente di un dialogo tra le forze del centro sinistra ed all'interno del partito.
Infine, una curiosità maliziosa del collega Enzo Colarusso che ha chiesto come mai su tre giornalisti citati nel programma e che modereranno i dibattiti, due sono citati solo con la indicazione della professione e cioè giornalista ed un terzo anche con il nome della testata di appartenenza.
Si è trattato solo di un errore, ha risposto Cacciano. Convengo che o la scriviamo a tutti o a nessuno la testata di appartenenza.
Sui manifesti che stamperemo ripareremo a questa leggerezza.
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