Vincenzo De Luca, quando non è incalzato su argomenti concreti dà il meglio di sé ed usa il suo eloquio, il suo fraseggio colorito, la sua arma vincente, per uscire sempre apparentemente vincente, con le chiacchiere.
Stasera il siparietto si è replicato a piazza Roma, alla seconda giornata della Festa dell'Unità ma a De Luca non è stata riservata l'accoglienza, neanche di calore e di partecipazione, cui forse egli era stato abituato dalla generosità dei beneventani.
Uno o forse due applausi, ma di convenienza, senza enfasi o passione.
Non molta la gente in piazza, ancora meno ieri nella giornata inaugurale (nell'ultima foto in basso).
Si è notato che la "città", quella che si muove al seguito di Mastella e compagni, non c'era.
Gino Abbate (nella quinta foto in basso) consigliere regionale mastelliano era seduto in prima fila ma si sa che egli è uno spirito libero e che è difficilmente imbrigliabile nelle dispute di partito.
Quelli che pure non c'erano, almeno in forma organizzata, che ci fossero poi singoli e sparuti rappresentanti non conta, sono stati i Sindacati, Cgil in testa, ma non solo, quelli cioè che soprattutto sul tema della Sanità la protesta, sapendola innocua, indolore per chi la riceve, la portano dinanzi all'ingresso dell'Azienda Ospedaliera "San Pio" pur sapendo che il direttore generale poco può fare agendo su disposizione ed obiettivi fissati dal presidente della Regione, che è il responsabile unico e costituzionale della sanità.
Non li abbiamo visti qui, stasera, con gli striscioni, bandiere e slogan, quelli che si usano anche dinanzi al Palazzo del Governo nei raduni di sparuti rappresentanti, sotto il palco dove si esibiva De Luca..
Una assenza critica che fa veramente riflettere e che si giustifica solo con l'appartenenza allo stesso mondo della politica.
Il Pronto soccorso alla sfacelo, i medici che fuggono, i reparti sguarniti, gli ospedali promessi alle elezioni (le ultime oramai sono di tre anni fa) e mai aperti e quelli che ancora resistono e che stanno per soccombere.
Ma su tutto questo c'è stato il silenzio.
Nessuno che ha chiesto conto a De Luca sul perché non abbia dato nemmeno un euro alla città di Benevento per supportare la programmazione per il Natale dello scorso anno (un altro sta già per venire e le cvondizioni date sembrano le stesse...) mentre alla sua Salerno ha dato milioni.
Insomma un'ambientazione oltremodo favorevole.
Passando alla cronaca della serata, De Luca è salito sul palco addirittura in anticipo rispetto all'orario fissato che era per le 18.45 (il presidente è sempre stato molto puntuale agli eventi a cui decide di partecipare ndr).
De Luca ha occupato lo spazio a lui riservato alle 18.40 e lo ha lasciato 50 minuti dopo.
Ad intervistarlo Pierluigi Melillo, giornalista.
Ad aprire i lavori è stato il segretario provinciale Giovanni Cacciano che ha voluto sottolineare come la Festa dell'Unità mancava dal capoluogio dal 1999, da 24 anni.
Il messaggio che lanciamo è di centralità del nostro partito in alternativa al governo del territorio, ha concluso il segretario provinciale del Pd.
Il presidente De Luca come prima domanda è stato chiamato ad argomentare sul grave momento che la nazione ed il continente stanno attraversando.
Ha risposto preliminarmente che, essendo reduce da un impegno a Firenze, a Benevento è venuto solo per un atto di affetto e di rispetto per gli amici, nonostante la giornata pesante.
Oggi, ha cominciato De Luca siamo di fronte ad una tragedia immensa che scuote il Medio Oriente.
Hamas ha compiuto in Israele un atto di disumanità inaudita ed il Paese attaccato ha diritto a distruggere questa organizzazione terroristica.
Ora occorre che si aprano i corridoi umanitari nella striscia di Gaza per non aggiungere orrore ad orrore.
L'altra domanda è stata sulla gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
E qui De Luca ha subito cominciato la sua narrazione colorita affermando che questo è un Governo che è contro il Sud ed i rappresentanti locali del centrodestra che dicono il contrario, sono dei malviventi.
Dobbiamo anche dire però, ha proseguito il presidente, che il governo della nazione al Centrodestra lo ha regalato il Centrosinistra.
Ed allora la domanda: Oggi come Pd siamo alternativi al Governo di Destra? Io dico di no, ha proseguito De Luca.
Il Pd non è la sinistra, dirlo è solo una stupidaggine e non è in grado di cambiare le ragioni di vita degli italiani.
Noi siamo il partito che non dice una parola sui mali della giustizia, sulla crisi delle imprese, sul sud che viene strangolato.
Ci siamo oramai abituati a scaldarci il cuore solo con qualche bandiera portata in piazza ma tutto questo a me non piace.
Il 90% (quel 10% di riserva forse gli è servito per tutelare il figlio che è appunto un dirigente del Pd nazionale oltre che parlametare ndr) dei dirigenti del partito è fatto da persone che sul piano politico non contano nulla.
Poi De Luca ha parlato dei fondi di Sviluppo e Coesione, fondi che sono bloccati dal Governo da 1 anno e 2 mesi. Alla Regione mancano 5 miliardi di euro.
Questo è un Governo che blocca tutto, si è infervorato De Luca, un Governo che ha trasferito tutto a Roma ma non al Governo ma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Così si sono organizzati quegli squinternati del Centrodestra.
Riguardo la Sanità essi hanno intenzione di smantellarla.
Con i tre miliardi dmessi a disposizione non copriamo nemmeno i rinnovi contrattuali.
Come apriamo i Pronto Soccorso se i soldi non ci sono? I medici non partecipano per coprire i posti in questi settori ospedalieri perché non possono essere pagati alla stregua di chi sta dietro la scrivania.
La priorità oggi deve essere la salute.
Ovviamente questo fallimento è anche nostro perché proviene anche dai nostri 10 anni di Governo, ha detto ancora De Luca.
Il ministro della Salute, Speranza, non ha fatto letteralmente nulla nel corso del sjuo mandato, ha sostenuto il presidente.
Poi al presidente è stato chiesto di parlare della vicenda del numero chiuso a Medicina.
De Luca ha parlato di atteggiamenti e comportamenti camorristici in questo settore anche quando vengono passate sottobanco le risposte a cinque test, i più pesanti nei punteggi, ed il gioco è fatto. Poi puoi sbagliare anche tutto quello che rimane.
E finalmente alla fine è arrivata anche una generica domanda sul Sannio e su come è possibile fare ad esso recuperare i ritardi accusati.
De Luca ha risposto affermando che il suo è stato l'unico governo regionale che ha dato risposte e dopo aver fatto un in bocca al lupo al Benevento Calcio, ha detto, mostrandosi preparato alla domanda, che lì'investimento per il Sannio è di circa mezzo miliardo di euro.
Questi i numeri che siamo riusciti a scrivere: Per la viabilità Avellino-Cervinara, 100milioni; per la Caserta-Benevento, primo tratto, 148milioni; per la Fondo Valle Iasclero, oltre 9 milioni; 45 milioni per la Fondo Valle Vitulanese e 44 per la Fondo Valle Tammaro; al Consorzio Asi, 3,8milioi; la Ferrovia spende 150 milioni più altri 45 milioni per il materiale rotabile; all'Eav per la Benevento-Cancello vanno 30milioni; per la Benevento-Appia, 3 milioni e per la Benevento-Cancello 109 milioni per gli adegiamenti e la soppressione dei passaggi a livello.
Riguardo le risorse idriche De Luca ha parlato della gara da 700milioni (che ovviamente non sono per il Sannio o non solo per esso ndr) ripartiti tra Ministero e Regione. Infine la Zes per 250milioni.
Alla domanda se teme la candidatura del ministro Gennaro Sangiuliano che potrebbe essere il suo competitor alle prossime elezioni regionali, De Luca ha risposto con sufficienza: Ed è così che vogliamo chiudere in bellezza? Con Sangiuliano?
Poi riguardo la negazione per il suo terzo mandato, il presidente ha detto che trattasi di una imbecillità del Pd e che è stata creata a Napoli. Nel Veneto non esiste e Zaia va avanti tranquillamente.
Io, ha concluso De Luca, per decidere quello che devo fare non devo chiedere il permesso a nessuno, solo agli elettori.
Sceso dal palco ad attendere De Luca c'erano i giornalisti che hanno anche chiesto del suo rapporto con Mastella (assente dalla piazza come abbiamo detto ndr).
De Luca ha risposto che per lui non è cambiato nulla.
La maggioranza resta quella che era e sarà la stessa anche per il futuro nel rispetto di tutti i protagonisti della coalizione.
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